L'Atelier pedagogico, Dott.ssa Ines Rosano


L'INSERIMENTO LAVORATIVO DELLA PERSONA DISABILE

10.07.2014 16:06


 

La persona disabile si sentirà parte integrante del gruppo sociale quando si troverà a vivere in un contesto che gli attribuisce delle risorse e che ne riconosca i valori, coinvolgendolo come soggetto agente. L'inserimento lavorativo è dunque uno strumento che favorisce l’incontro interpersonale e la relazione, permette di ampliare le dinamiche affettive e comunicative, promuove le potenzialità personali e le possibilità creative e produttive, le quali producono autostima e gratificazione.

L’inserimento lavorativo è importante per garantire l’integrazione del soggetto disabile e per favorire la sua accettazione nell’ambito della comunità in cui vive: il lavoro rappresenta il raggiungimento di uno status sociale e l’assunzione di un ruolo, nonché mezzo rieducativo ed occasione di apprendimento per acquisire e stabilizzare determinate competenze e abilità.

In Italia, infatti, solo il 18% circa delle persone con disabilità risulta occupata (Fonte: Istat 2010, “La disabilità in Italia”) e appena il 3% ha come fonte principale un reddito da lavoro. Le politiche sull’inserimento lavorativo non hanno ancora conseguito pienamente gli obiettivi prefissati, segno anche di una certa sfiducia verso la reale possibilità di svolgere una vita lavorativa a causa delle limitazioni imposte dalla condizione di salute e dalle barriere, culturali e ambientali.

La Convenzione ONU per i diritti delle persone con disabilità del 2007 ha lo scopo di assicurare l’uguaglianza attraverso i seguenti principi: il rispetto della persona nelle sue scelte di autodeterminazione; la non discriminazione; l'integrazione sociale; l'accettazione delle condizioni di diversità della persona disabile; il rispetto delle pari opportunità e dell'uguaglianza tra uomini e donne; l'accessibilità; il rispetto dello sviluppo dei bambini disabili.

L'Italia ha recepito la Convenzione con legge n.18 del 2009 e si è avviato anche un progetto d'istituzione di un Osservatorio sulla disabilità, presieduto dal ministro del lavoro e che coinvolgerebbe gli osservatori diffusi a livello regionale, le associazioni di disabili e le rappresentanze sindacali. L’osservatorio oltre a promuovere la Convenzione, si occuperà della raccolta di dati statistici sulle condizioni delle persone con disabilità, al fine di predisporre politiche d’integrazione sociale più efficaci.

Rimane ancora molta strada da percorrere: le persone disabili attendono delle risposte soddisfacenti da parte di una società non del tutto rispondente in modo concreto e adeguato.

 

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